PARTE D’ARMA| Circolare esplicativa Decreto 104/2018

La Circolare esplicativa al Decreto legislativo n°104 del 10.08.2018 (leggi qui l’articolo dedicato) mira a chiarire alcuni punti rispetto ai quali l’opinione pubblica si è fatto un’idea a dir poco discordante rispetto ciò che la norma effettivamente mira a modificare.

Il Decreto 104/2018 si pone, tra i tanti, anche l’obbiettivo di definire in maniera chiara ed univoca alcuni concetti fondamentali come, per esempio, il concetto di “parte d’arma”.

La Direttiva 477/91 (leggila qui)aveva introdotto il concetto di “parte essenziale d’arma”, la definizione “essenziale” in realtà ha dato il via ad un filone di interpretazioni che ha contributo a confondere non poco l’utenza  a partire dagli stessi addetti ai lavori (a vari livelli).

Per capire bene come questa specifica abbia dato giovamento ad una migliore interpretazione (che poi tanto interpretativa non è), analizziamo in quali circostanze una “parte d’arma” poteva definirsi effettivamente essenziale.

Nel paragrafo indicante le varie Categorie europee, alla categoria D troviamo :

“meccanismo di chiusura, la camera e la canna delle armi da fuoco”;

Nell’allegato al Regolamento Comunitario 258/2012 abbiamo qualche dettaglio in più ma non ci si discosta molto dal concetto iniziale di parte d’arma essenziale.

Purtroppo, però, la Direttiva ed il Regolamento non considerava (almeno non con attenzione) il mondo dei cosiddetti “terzisti”, il mondo dell’industria è pieno zeppo di queste figure! Non parliamo semplicemente di piccoli e medi artigiani, parliamo di anche di Aziende importanti che nel proprio core business non hanno esclusivamente le armi, ma tutto ciò che gira intorno, ad esempio, gli acciai.

Si potrebbe andare avanti con gli esempi in modo da non dimenticare gli incisori o i calcisti ma il senso di quest’articolo è un altro.

E’ importante capire questo passaggio perché in virtù delle leggi nazionali in materia di movimentazione di armi, gli addetti ai lavori si sono trovati di fronte ad un bivio dove da un lato era ferma ed indissolubile la necessità di effettuare particolari trattamenti chimici  a talune parti d’arma, dall’altra l’impossibilità relativa  di costringere queste realtà a richiedere Licenze di fabbricazione o riparazione armi comuni.

Ad un certo punto ci si è chiesti “quando la parte d’arma è essenziale?

La risposta non è stata così semplice e sintetizzo per non dilungarmi troppo. La parte d’arma è essenziale quando è finita e soprattutto è da considerarsi finita quando, senza l’ausilio di particolari strumenti e senza grosse difficoltà assolve il compito per il quale è stata progettata.

Il concetto di “essenziale” in questi anni ha fatto sì che nei trasferimenti intracomunitari ma anche nelle importazioni ed esportazioni, gli Stati Membri giungessero a delle conclusioni se non discordanti quantomeno differenti. Alcuni non rilasciavano accordo preventivo, altri non rilasciavano alcun che, altri ancora in luogo dell’accordo preventivo rilasciavano una dichiarazione di manleva………

Il Decreto 104/2018 all’art.1 bis recepisce la direttiva comunitaria 853/2017 che modifica la 477/91 e finalmente possiamo dimenticare tutto questo film e dire che le parti d’arma sono:

“canna, telaio, fusto, comprese le parti superiore ed inferiore, carrello, tamburo, otturatore, blocco di culatta.”

 

Insomma è cambiato tutto…….(o forse no) almeno in questo caso.

 

 

 

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