CLASSIFICAZIONE ARMI| Arma comune o sportiva?

Prendo spunto da un quesito posto in un gruppo Facebook per fare il punto della situazione in merito la denuncia di un arma in relazione anche, e forse soprattutto, alla sua classificazione.

Un paio di nozioni base sono doverose se vogliamo capire bene di cosa stiamo parlando, quindi non possiamo parlare di CLASSIFICAZIONE senza prima conoscere il suo parente più stretto: il CATALOGO.

Il CATALOGO, istituito dalla legge 18 aprile 1975 n. 110 ma entrato a pieno regime nel 1979 viene abrogato dalla legge di stabilità per l’anno 2012. Quale era il suo ruolo?

Oggi il concetto di CLASSIFICAZIONE si allontana dal fine della CATALOGAZIONE, infatti, l’iscrizione di un’arma nel Catalogo, altro non faceva che sancire l’esclusione di quest’ultima dalla categoria delle cd “armi da guerra” e, importante, il numero di catalogo, andava riportato al pari del numero di matricola.

Affinché un’arma fosse catalogabile, doveva rispondere a determinati requisiti costruttivi quali lunghezza della canna, capienza del caricatore, calibro……che non potevano essere modificati a posteriori pena commissione di reato punito penalmente.

In sostanza con la catalogazione si andava ad escludere che l’arma in questione fosse da guerra, ma successivamente con la Legge 135/2012 che convertiva il Decreto Legge 95/2012, all’art.12 viene sancito che:

“A seguito della soppressione del Catalogo nazionale delle armi, il Banco nazionale di prova di cui all’articolo 11, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, verifica, altresì, per ogni arma da sparo prodotta, importata o commercializzata in Italia, la qualità di arma comune da sparo, compresa quella destinata all’uso sportivo ai sensi della vigente normativa, e la corrispondenza alle categorie di cui alla normativa europea, anche in relazione alla dichiarazione del possesso di tale qualità resa dallo stesso interessato, comprensiva della documentazione tecnica ovvero, in assenza, prodotta dal medesimo Banco. Il Banco nazionale rende accessibili i dati relativi all’attività istituzionale e di verifica svolta, anche ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241.”

A cosa ci serve esattamente la CLASSIFICAZIONE?

A sapere se l’arma che possediamo rientra nel novero delle armi comuni (in primis) e sportive, specificandoci, inoltre,  a quale categoria europea appartiene (attualmente il Decreto 104/2018 ha recepito la Direttiva Comunitaria 853/2017 a modifica della famigerata 477/91).

Chi si avvale del servizio di classificazione?

Indubbiamente i costruttori che prima di commercializzare un’arma inviano il prototipo comprensivo di schede tecniche, ma anche chi importa un’arma prodotta all’estero qualora non sia stata già provata da uno dei Banchi di prova riconosciuti a livello internazionale (http://www.conarmi.org/banchi.jsp).  

  Proprio stasera ho sentito parlare di “doppia classificazione”, in realtà nonostante il termine usato, non vuol dire che tale arma io possa arbitrariamente decidere se denunciarla come arma comune oppure come arma sportiva a mio piacimento!

In realtà se interrogando il database del Banco Nazionale di Prova (https://www.bancoprova.it/index.php/it/classificazione-armi/armi-classificate.html) troviamo due numeri di classificazione di cui uno con la “s” indicante la qualità di arma sportiva, questo è giustificato dal fatto che l’arma prima di essere riconosciuta come sportiva, è stata classificata come arma comune e, successivamente il produttore ha ripresentato lo stesso modello ma con differenze tali da farla rientrare nel novero delle armi sportive.

Quindi chi ci dice se l’arma in nostro possesso è un’arma comune o una sportiva?

Basta risalire la catena degli eventi, il venditore sicuramente sa a monte ha acquistato la versione comune o sportiva (e lo sa perché gli viene dichiarato dalla casa costruttrice) ed in funzione di questo tu utilizzatore stilerai la denuncia di detenzione (che ti ricordo puoi fare anche telematicamente utilizzando una PEC).

Ricorda che, oggi, puoi detenere 3 armi comuni da sparo, 12 sportive, 8 antiche ed illimitate da caccia.

Quanto prima approfondiremo la questione relativa alle categorie e vedremo cosa è cambiato rispetto la 477/91).

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