Decreto 104/2018 | Approfondimenti art.5

L’art. 5 del Decreto 104/2018 mira ad apportare importanti modifiche alla legge regina in materia di armi, la legge 110/1975.

Si tratta di modifiche importanti, da capire e da memorizzare poiché interessano sia l’utente finale che il produttore a monte della filiera. Vediamo nei dettagli l‘art.5 cosa va a modificare e perché dobbiamo tenerne conto.

La prima modifica riguarda l’art.1 della legge 110/75. L’art.1 va a declinare quali sono le caratteristiche affinché un’arma possa essere considerata da guerra, ne specifica la destinazione finale e chiarisce che rientrano in questa categoria anche quelle che per tipologia costruttiva raggiungono le medesime potenzialità offensive.

Il Decreto 104/2018 aggiunge un periodo al secondo comma dell’art.1 della 110/75 facendo rientrare tra le armi tipo guerra, le armi camuffate, quelle armi cioè che nascono (o che vengono trasformate) con le sembianze di un qualunque altro oggetto. 

La seconda modifica colpisce, invece, l’art.2 sempre della legge 110/75. L’art.2 elenca quali sono le armi comuni e al secondo comma specifica che sono da intendersi “comuni” anche quelle armi che pur potendosi prestare all’utilizzo del munizionamento da guerra, presentino quelle caratteristiche (ad esempio limitazioni costruttive sulla raffica) che le rendano utilizzabili a scopo venatorio o sportivo. La modifica del Decreto 104/2018 aggiunge un periodo al secondo comma, secondo periodo delineando in maniera ancora più puntuale le caratteristiche in termini di volume di fuoco, aumentandolo a “superiore 10 colpi per arma lunga” e “superiore a 20 colpi per arma corta“.

Il secondo comma è una modifica che, in sostanza, cambia un parametro di riferimento rispetto alla terminologia utilizzata nell’esplicitare il divieto di utilizzo di munizionamento in grado di emettere sostanze corrosive, tossiche………      Non sarà più l’art.2. comma 2 del  Decreto legislativo n°52/1997 ad indicarci le caratteristiche che deve avere una data sostanza affinché possa essere considerata tossica o corrosiva, ma l’art.3 del  Regolamento n°1272/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16.12.2008 .

Alla lettera “c” del comma 2 troviamo una delle modifiche più note, con la modifica all’art.10 sesto comma della 110/75 le armi classificate come sportive, detenibili senza dover ricorrere ad una licenza di collezione armi comuni da sparo, diventano 12. E’ infatti possibile detenere 3 armi comuni, 12 sportive 8 antiche ed illimitate caccia.

A proposito di licenza di collezione! Attenzione perché vi è una seconda modifica all’art.10, importante e controversa ma comunque un’innovazione!

Dopo il nono comma, che si riferisce al divieto di detenzione del munizionamento relativo alle armi contenute in raccolta, viene aggiunto un ulteriore comma che prevede la possibilità per i titolari di licenza di collezione di trasportare le armi presso poligoni o campi di tiro autorizzati, per effettuarne prove di funzionamento. ATTENZIONE però! Il testo del Decreto 104/2018 nonché la relativa Circolare esplicativa emanata dal Ministero degli Interni sono molto chiare nel dare questa possibilità, con cadenza semestrale sparando non più di 62 colpi, ai soli soggetti in possesso della capacità di cui all’art.8 della 110/1975 che non va assolutamente confusa con l’attestazione di capacità al maneggio delle armi rilasciata presso i T.S.N.

Ulteriore interessante modifica di interessa collettivo per gli utilizzatori finali di armi è quella che va a ridisegnare i parametri della compravendita di armi per corrispondenza.

Con la modifica all’art.17 della 110/75, sarà possibile anche dare seguito all’art.45 comma1, lett.”g” del decreto legislativo n°206/2005 che regolamenta i contratti a distanza. In sintesi, fermo restando e vigenti normative in materia di importazione ed esportazione armi, alle persone residenti in Italia sarà possibile concretizzare gli acquisti di armi commissionati per corrispondenza qualora l’acquirente sia titolare di licenza di fabbricazione,riparazione o vendita al minuto, oppure se trattasi di privato cittadino potrà destinare l’arma commissionata per corrispondenza presso un soggetto titolare di una licenza di cui sopra o di una licenza da intermediario.

L’art.5 del decreto 104/2018 reca anche importanti modifica per ciò che attiene le modalità di marcatura, rottamazione e tracciabilità di armi che illustreremo in un articolo dedicato ad hoc

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