PUNTATORE LASER| Nozioni fondamentali

Non è raro che qualcuno si chieda se è possibile o meno montare un puntatore laser sulla propria arma, sia essa comune, sportiva o da caccia.

Vediamo quali sono le norme da conoscere per poterci dare una risposta a questa domanda.

Iniziamo dalla Legge 110 del 1975, nota come legge sulle armi. L’art.4 al 2° comma riguardante il porto d’armi ed oggetti atti ad offendere, nel 2010 subisce una modifica per effetto del Decreto Legislativo n°204:

…………………… nonché i puntatori laser o oggetti con funzione di
puntatori laser, di classe pari o superiore a 3 b, secondo le norme CEI EN
60825- 1, CEI EN 60825- 1/A11, CEI EN 60825- 4.

Per semplificare possiamo dire che queste norme CEI hanno diversi scopi:

introdurre un sistema di classificazione per i laser e i prodotti laser allo scopo di facilitare la valutazione dei pericoli e modalità di fabbricazione e/o importazione.

Secondo la CEI EN 60825, gli apparecchi laser sono raggruppati in 5 classi che tengono conto, sostanzialmente, di due parametri (questo passaggio puù sembrare noioso ma è opportuno leggerlo!) e, precisamente il LEA e l’EMP. Il Limite di Esposizione Accessibile indica il valore massimo al quale l’individuo può esporsi durante l’uso del dispositivo dove, questo valore, deriva da quelli di Esposizione Massima Permessa affinché l’utilizzatore esposto non subisca danni né a breve né a lungo termine a pelle ed occhi. Sono parametri standardizzati dalle Norme armonizzate in questione.

Le classi sono “1,2,3a,3b,4” e, senza voler entrare nelle spiegazioni di ognuna, possiamo evincere che per effetto delle modifiche alla Legge 110/75 NON sono considerati armi né oggetti atti ad offendere i laser delle Classi 1,2,3a.

E’ importante precisare che anche i puntatori laser “svincolati” dall’art.4 della 110/75 vanno, eventualmente, acquistati con raziocinio poiché si tratta di oggetti la cui natura particolare li fa comunque assoggettare a diversi riferimenti normativi come, ad esempio:

  • Ordinanza del ministero della salute 16 luglio 1998 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998
  • Direttiva n. 89/336/CEE, concernente la compatibilità elettromagnetica
  • D.Lgs. 12 novembre 1996, n. 615 – direttiva 89/336/UE – L. 22 febbraio 2001 n. 36.

Ne consegue che talune classi siano di libera vendita e l’unica ipotesi di illegalità, sempre in relazione ad un eventuale uso “insieme all’arma” e NON “come arma”, consiste nella presunta “alterazione d’arma”.

Seppur molto chiaro l’art.3 della Legge 110/75:

Chiunque, alterando in qualsiasi modo le caratteristiche meccaniche o le dimensioni di un’arma, ne aumenti la potenzialità di offesa, ovvero ne renda più agevole il porto, l’uso o l’occultamento….

foto da ArmiMagazine

si registrano casi in cui, l’utilizzo del puntatore laser, detto articolo venisse contestato ai malcapitati.

Il discorso fatto finora non è valido al 100% per l’attività venatoria poiché seppur vero che la Legge 157 del 1992 NON vieti l’uso del puntatore laser, o meglio non lo annoveri tra i mezzi vietati, ci sono sentenze della Cassazione sfavorevoli in tal senso una tra tutte è possibile reperirla qui.

In buona sostanza, nella sentenza riportata nel link sopra, appare pacifico che il puntatore laser NON possa considerarsi “alterazione d’arma” (riferendoci sempre alle classi inferiori alla 3b!) ma venga ritenuto (in quel caso) proibito per l’attività venatoria.

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-07-20&atto.codiceRedazionale=098A6446&elenco30giorni=false 

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