ESPORTAZIONE TEMPORANEA| Cos’è ed a cosa serve

L’esportazione temporanea si differenzia da quella definitiva sostanzialmente per il fatto che le armi portate al seguito, rientreranno nello Stato di appartenenza.

Questa premessa, che può apparire molto più che banale ed ovvia dobbiamo ricordarla anche più avanti durante la lettura!

Per continuare, è opportuno rinfrescare la memoria su alcuni punti che ci aiuteranno molto nella lettura del Decreto Ministeriale di cui parleremo a breve. Iniziamo subito con un glossario attagliato al mondo delle armi:

  • ESPORTAZIONE= l’arma/i esce dal territorio nazionale e va in un Paese extra UE passando per la Dogana e pagando dazio secondo il tariffario vigente;
  • IMPORTAZIONE= l’arma/i entra sul territorio nazionale compiendo le operazioni doganali;
  • TRASFERIMENTO COMUNITARIO= l’arma/i si muove da o verso uno Stato Membro;
  • ESPORTAZIONE TEMPORANEA= l’arma/i esce dal territorio nazionale e va in uno Stato extra UE per una specifica finalità ed è vincolato al rientro. Questa peculiarità svincola l’utente dal pagamento dell’aliquota doganale (es. doppietta 3,2%).

Fatta questa doverosa premessa, passiamo ai riferimento normativi iniziando dalla Legge che TUTTI i detentori ed utilizzatori di armi dovrebbero conoscere e cioè la Legge 110 del 1975. L’art. 16 avente oggetto “Esportazione Armi” indica che:

…………………………Con decreto del Ministro per le finanze, di concerto col Ministro per l’interno, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, sono determinate le modalità per assicurare l’effettiva uscita dal territorio dello Stato delle armi destinate all’esportazione, nonché quelle per disciplinare l’esportazione temporanea, da parte di persone residenti in Italia, di armi comuni da sparo per uso sportivo o di caccia, ovvero di armi comuni da sparo per finalità commerciali ai soli fini espositivi durante fiere, esposizioni, mostre, o di valutazione e riparazione………………

Il Decreto del Ministero delle Finanze, il primo, risale al 28 novembre 1978 ed è rimasto in vigore fino al 01.12.2016. Ci sono state interessanti novità.

Il successivo Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, quello del 14 settembre 2016 e attualmente in vigore, puoi scaricarlo in fondo a quest’articolo.

Cos’ha di interessante questo Decreto in riferimento all’esportazione temporanea di cui stiamo parlando?

Semplice, introduce delle modalità di esportazione semplificate sia per i tiratori sportivi che per i cacciatori delineando uno scenario nuovo per il quale il titolare di Carta Europea d’arma da fuoco può beneficiare delle procedure semplificate.

Infatti per il cd “tiratore sportivo” l‘art.5 del Decreto Ministeriale indica che:

………..munite della apposita dichiarazione conforme
all’allegato A, rilasciata dalla competente associazione sportiva di
tiro riconosciuta o affiliata al Comitato Olimpico Nazionale Italiano
(C.O.N.I.) e comunicata al Ministero dell’interno dal Consiglio
nazionale del C.O.N.I., o, in alternativa, di ogni altra prova
dell’attività di tiro sportivo con documenti rilasciati
dall’associazione sportiva del Paese di destinazione, tradotti e
asseverati nelle forme di legge, vistata dal Questore della provincia
da dove partono le armi.
……………………………………….
L’esportazione o il trasferimento temporaneo, di cui ai commi 1
e 2, e’ consentita nei limiti di tre armi e di milleduecento
cartucce. ……….

Il successivo art. 6 concede il beneficio del regime semplificato ai tiratori poiché:

Non sono soggette ai visti o alle attestazioni di cui all’art.
5, commi 1 e 2, le dichiarazioni rilasciate dalle associazioni
sportive di tiro concernenti le persone residenti o domiciliate nello
Stato, in possesso della carta europea d’arma da fuoco, che intendono
esportare o trasferire temporaneamente, al proprio seguito, armi da
sparo per uso sportivo iscritte nella predetta carta

A onor del vero, il vecchio Decreto del 1978 poneva, all’art.6 il limite di 3 armi e 200 (duecento) cartucce per esportazione temporanea ma permetteva ai sensi dell’art.6 bis il beneficio dell’estensione a 1000 (mille) cartucce ai titolari di Carta Europea.

Tornando al Decreto attualmente in vigore, il numero di armi resta invariato sia per l’esportazione temporanea da effettuarsi con specifica licenza o “spendendo” la propria Carta Europea, ma il numero di cartucce sale a 1200 (milleduecento) senza considerare il non dover sottoporsi a visti ed attestazioni. ATTENZIONE per le armi sportive, il possesso della Carta Europea NON fa venir meno la necessità di munirsi di Licenza di esportazione temporanea!!

I benefici cambiano se l’esportazione temporanea avviene per motivi venatori.

Leggiamo insieme l’art.7:

Su licenza del Questore e’ consentita, alle persone residenti o
domiciliate nello Stato, in possesso di licenza di porto d’armi,
l’esportazione o il trasferimento temporaneo, al proprio seguito, di
armi per uso di caccia, in numero non superiore a tre, e di cartucce,
in numero non superiore a ottocento. Nella licenza sono riportati i
dati identificativi delle armi che si intendono esportare o
trasferire.
La licenza di cui al comma 1 non e’ richiesta per le persone
residenti o domiciliate nello Stato in possesso delle prescritte
autorizzazioni per l’esercizio della caccia e della carta europea
d’arma da fuoco, che intendono esportare o trasferire
temporaneamente, al proprio seguito, armi da caccia iscritte nella
predetta carta
. L’esportazione temporanea di cui al presente comma e’
consentita nel limiti di tre armi e di ottocento cartucce.
Ai fini dell’esportazione o del trasferimento temporaneo di armi
da caccia, il richiedente deve dimostrare di essere in possesso di
licenza per uso venatorio in corso di validità.

Dalla semplice lettura si evince che differentemente dal “tiratore sportivo” (da non intendersi necessariamente l’atleta iscritto alle Federazioni nazionali), il cacciatore in possesso di Carta Europea potrà esportare temporaneamente fino ad 800 (ottocento).

Inoltre, così come è ben chiaro al comma 2, al titolare di Carta Europea in possesso di Porto d’armi da caccia in corso di validità NON è richiesta la licenza di esportazione temporanea.

Un ultima ma IMPORTANTISSIMA specifica: nell’art.6 comma 3 si parla di licenza per uso venatorio in corso di validità, pertanto ti consiglio vivamente di leggere l’articolo che parla della Tassa di Concessione Governativa dove viene spiegato che la licenza di caccia NON è da ritenersi in corso di validità se non sono stati effettuati i pagamenti per l’anno di riferimento.

Quanto riportato finora è da intendersi, ovviamente, per i controlli IN USCITA poiché per molti Paesi sia UE che extra UE i viaggiatori hanno riscontrato “preferenze” rispetto al riconoscimento della Carta Europea in luogo della Licenza di esportazione temporanea e viceversa.

è importante per me ricevere un tuo feedback
error