COLLEZIONI DI ARMI | ARMI COMUNI E ANTICHE,RARE E DI IMPORTANZA STORICA

La collezione di armi è una pratica abbastanza diffusa e variegata per ciò che attiene le motivazioni del collezionista.

E’ necessario capire bene quando orientarsi verso una collezione di armi,  essere ben coscienti di quali siano i diritti ed i doveri derivanti da questa pratica.

A tal fine, non me ne vogliate, utilizzeremo una terminologia più “popolare” e meno “tecnica” laddove possibile.

Veniamo al dunque.

Abbiamo, pertanto, due tipologie di licenza di collezioni di armi:

collezione di armi comuni

collezione di armi antiche, rare e di importanza storica

La collezione di armi comuni, normalmente, suscita l’interesse di chi, per diversi intenti e necessità, detiene (o intende detenere) un numero superiore a 3 armi comuni, 12 armi sportive;

La collezione di armi antiche, invece, chi detiene (o intende detenere) un numero superiori alle 8 armi antiche.

Per il momento analizziamo la licenza di collezione armi comuni da sparo.

Affinché il titolare di licenza ottenga il predetto titolo NON è necessario essere in possesso di porto d’armi e tanto meno è necessario averlo mai conseguito difatti, agli aspiranti collezionisti NON è richiesta l’abilitazione al maneggio delle armi.

Tutto ciò ha una logica, condivisibile o meno, che è quella per la quale il collezionista di armi viene visto (dal legislatore), come colui il quale intende collezionare armi,  in funzione di una logica anche personale, senza per questo, doverle maneggiare in condizioni di sparo.   

In effetti, a prescindere dalla logica per la quale il collezionista si avvia in questa avventura, chi ha una collezione di armi NON è può detenere munizionamento del calibro di armi inserite in collezione. Questa limitazione, in realtà, è da considerarsi “superata” nel momento in cui si detenga un’arma, fuori collezione, del medesimo calibro di quella collezionata.

Quando è possibile chiedere la licenza di collezione armi comuni?

SEMPRE, a condizione che l’istante ed i locali destinati alla collezione di armi, si prestino ai requisiti oggettivi previsti dalla legge.

Facciamo un esempio pratico:

abitazione in appartamento sito al piano terra con camera finestrata dedicata alla collezione.

Non c’è dubbio che l’Autorità di P.S. Interverrà con delle prescrizioni sui locali, quali:

  1. impianto di allarme;
  2. portoncino di sicurezza in sostituzione di una classica porta da interni;

3. armadi di sicurezza della capienza idonea a contenere la armi in collezione;

4. grate in ferro alla finestra.

Questo elenco è da ritenersi esemplificativo e non esaustivo poiché l’Autorità di P.S. nell’ambito delle proprie valutazioni potrebbe ritenere necessarie ulteriori prescrizioni o, al contrario (improbabile) ritenerne superflua qualcuna elencata.

Altra domanda frequente è: Posso andare in poligono con un’arma in collezione?

Purtroppo negli anni sono state date diverse interpretazioni a questo quesito ma oggi, col l’entrata in vigore delle modifiche apportate dal Decreto 104/2018 la risposta sembrerebbe essere una.

Il condizionale, anche in questo caso, è d’obbligo poiché nella lettura dell’art.5 del Decreto 104/2018 si leggono delle modifiche importantissime alle quali, a scanso di equivoci, andrebbe data una risposta chiara che vada oltre la Circolare esplicativa.

In pratica, per effetto di questa modifica, il collezionista può utilizzare le armi in collezione ogni 6 mesi, con NON più di 62 colpi, per le PROVE TECNICHE fermo restando l’obbligo dell’avviso di trasporto (anche se in possesso di porto d’armi in corso di validità) a condizione di essere in possesso della capacità di cui all’art.8 legge 110/75.

Torniamo al “SEMBREREBBE” di cui sopra.

La capacità di cui all’art.8 si ottiene previo esame con esito positivo, sostenuto dinanzi la Commissione Tecnica incaricata dalla Prefettura. Questo è un dato di fatto.

Come mai, allora, il condizionale? Perché poiché nell’art.8 viene citato anche il “porto d’armi” oltre le licenze di fabbricazione, riparazione e vendita armi comuni, e, come noto, per ottenere un porto d’armi NON è richiesta la capacita tecnica, bensì l’idoneità al maneggio delle armi rilasciata presso un T.S.N., e quindi qualcuno ritiene di poter interpretare in maniera molto elastica questa specifica.

Personalmente, nell’interesse degli utenti, ritengo che sia INDISPENSABILE avere un indirizzo univoco a questa fattispecie per evitare che ci sia disparità di trattamento a seconda della collocazione geografica del titolare di licenza. Come Associazione Culturale ci faremo carico di porre un quesito al Ministero in tal senso.

Veniamo adesso invece alla licenza di collezione armi antiche, rare artistiche e di importanza storica.

Per questo ci viene in soccorso il Decreto Ministeriale del 14 aprile 1982, in particolare all’articolo 6 viene sancito che:

“Accertamento della qualità di arma antica, artistica o rara di importanza storica. 
Qualora la qualità di arma antica, artistica o rara di importanza storica, in sede di denuncia di cui al successivo art. 7, non sia sufficientemente documentata dal detentore, la stessa viene accertata per quanto possibile a richiesta del questore, preventivamente informato dall’ufficio di pubblica sicurezza o comando carabinieri interessato, dalla sovrintendenza per i beni artistici e storici competente per territorio, che potrà avvalersi, per i fini indicati, della consulenza dell’esperto di cui all’art. 32, comma nono, della legge 18 aprile 1975, n. 110.
La stessa procedura deve essere osservata in caso di armi antiche, artistiche o rare di importanza storica destinate a collezioni.
Per i fini di cui agli articoli 7 e 8 del presente decreto sono armi da sparo antiche quelle fabbricate anteriormente al 1890 e quelle ad avancarica, escluse le repliche di cui all’art. 2, lettera h), della legge 18 aprile 1975, n. 110.
Le armi da sparo sono artistiche se presentano caratteristiche decorative di notevole pregio o realizzate da artefici particolarmente noti; sono rare di importanza storica se si rinvengono in numero limitato o sono collegate a personaggi o ad eventi di rilevanza storico-culturale.”

Quindi si desume che sono armi antiche quelle costruite entro il 01.01.1890 e, se costruite dopo, NON devono riportare alcuna modifica rispetto al progetto originale neanche per materiale costruttivo o tecniche di costruzione.

Per le armi rare non c’è bisogno di molte spiegazioni, le armi artistiche sono quelle che potrebbero essere state prodotte recentemente ma con particolari finiture e/o incisioni tali da renderle “artistiche” appunto mentre le armi di importanza storica, ad esempio, sono quelle legate ad un particolare avvenimento di rilevanza storica.

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